C’è sempre un giorno, nella tua vita, in cui hai pensato di mollare.
E certamente non è stato il primo giorno: lì le gambe sono fresche, l’entusiasmo copre tutto, la meta è un’idea luminosa che ti sveglia prima della sveglia. E sicuramente non è stato neanche l’’ultimo giorno, quando il traguardo ormai si vede e basta resistere ancora un poco.
Solitamente succede nel mezzo del percorso, nel mezzo di un progetto.
Al chilometro trenta, ad esempio, quando il pubblico si dirada e il corpo presenta il conto. Oppure alla terza settimana di palestra, quando lo specchio non restituisce ancora nulla. Oppure, ancora, al sesto mese del progetto, quando l’energia della partenza si è consumata e il risultato non si vede all’orizzonte.
Il mezzo è il luogo dove i sogni muoiono. E ve lo dico per esperienza, essi non muoiono mai con un crollo, questo è il punto. Muoiono con una firma silenziosa, apposta in un giorno qualunque, con una frase che sembra perfino saggia: forse non è per me.
Oggi voglio portart…


