C’è un vetro che ci portiamo dietro tutti, anche quando abbiamo smesso di vederlo. Da una parte ci sono le giornate vere, le scelte fatte, le rinunce, la fatica di restare dentro una strada. Dall’altra, tutto sembra più semplice. Il talento che non abbiamo speso. La vita che non abbiamo scelto. Il desiderio che abbiamo messo via per un tempo migliore. Visto da lì, sembra facile.
Proprio quella facilità è la trappola. Perché finché un desiderio resta dall’altra parte del vetro, non delude mai. Non sbaglia, non pesa, non chiede conferme. Basta non attraversarlo.
Igor Sibaldi prende in prestito un mito antico per raccontare esattamente questo meccanismo. Tantalo era un re, e come ogni re aveva creduto che tutto rispondesse alla sua volontà: il proprio destino, i propri meriti, persino il mondo intorno, piegato come un regno al suo sovrano. Per dimostrarlo, arrivò a offrire agli dèi in pasto il proprio figlio. Non per crudeltà. Per un eccesso di fiducia in sé - nella propria capacità di ges…


